Bellezza..... l'insieme delle qualità percepite dai sensi, il giusto equilibrio nell'armonia delle forme, fin dargli albori della civiltà l'uomo ha sempre saputo cogliere lo splendore della bellezza,  Platone ha fatto della bellezza la sua "verità"; ogni giorno ognuno di noi si confronta con essa, nel guardare se stessi ma anche chi o cosa ci sta attorno.

Soggettiva o Oggettiva che sia, la bellezza esiste da sempre, e ciò è innegabile, ma è l'importanza che oggigiorno gli attribuiamo ad essere in discussione. In una società sempre più dedita alla superficialità e allo smarrimento di valori profondi e reali, oggi attribuiamo alla bellezza un importanza ed un significato forse ben al di sopra del suo reale valore.

Perfino Aristotele, in tempi "non sospetti" dichiarò: "la bellezza è la miglior lettera di raccomandazione per ogni individuo" , probabilmente nemmeno lui avrebbe immaginato che le generazioni future lo avrebbero preso tanto alla lettera, attribuendo alla bellezza il valore che ha oggi. L'essere umano è diventato col tempo sempre più superficiale, vanitoso e maniacalmente dedito all'apparenza.

Oggi tale forma maniacale trova il suo naturale sbocco nella "comunicazione" quale cassa di risonanza nonché mezzo di propagazione, essendo essi stessi, i mezzi di comunicazione, il veicolo trainante delle moderne società. Ma lo fanno a scapito della realtà, arrivando a distorcere tale concetto di bellezza, creando una sorta di alter ego attrattivo, creato artificialmente, tanto fasullo quanto bello da vedere (e da vendere)

La tecnologia in tutto questo, ha purtroppo giocato un ruolo fondamentale, come spesso è accaduto in passato,molte delle più grandi invenzioni dell'uomo, sono state utilizzate per scopi eticamente meno nobili di quelli per cui erano state concepite.

Qualche anno fa (parecchi a dire il vero), mi capitò sottomano una di quelle classiche riviste da donna, accadde in una di quelle sale d'aspetto dove il tempo non sembra trascorrere mai e leggeresti qualsiasi cosa pur di ingannare l'attesa. I tempi non erano ancora abbastanza maturi per smarthphone e tablet e quella era l'unica rivista disponibile, l'unica distrazione alla noia più grigia. Iniziai a sfogliarla e ben presto non potei  fare a meno di notare che ogni 3 pagine una conteneva pubblicità e che in ogni pubblicità i testimonial erano donne bellissime, praticamente perfette, quel tipo di perfezione che non si può raggiungere con del semplice trucco. Tra me e me pensai "alcuni di questi marchi non sono così famosi o prestigiosi, potrebbero davvero permettersi di mettere sotto contratto donne così belle (ammesso che esistano davvero) per un prodotto qualunque?" e ancora "se tutte queste donne bellissime esistono davvero, e in solo questo numero di questa specifica rivista ne compaiono così tante, dove sono nella vita "reale" ? Persone belle come queste le puoi vedere (forse) una volta nella vita" Fu in quel momento che prese vita il sospetto..., ma tutta questa bellezza esiste davvero? Internet ancora con conteneva la quantità di informazione a cui siamo abituati oggi e a quell'epoca non era semplice avere dei riscontri concreti capaci di colmare tali dubbi, ma col tempo e soprattutto con l'esperienza maturata nel campo della grafica e del fotoritocco, entrai a far parte, se pur da spettatore/osservatore, di quel mondo, falso e scintillante, dove si vendeva l'idea della bellezza più che la bellezza stessa.

In principio i migliori clienti erano gli sposi, le novelle consorti desideravano che quegli scatti, che avrebbero immortalato e quindi rappresentato il momento più bello della loro vita fossero quanto meno all'altezza, e non potevano certo permettere a orribili espressioni non propriamente da "posa", occhi rossi o brufoli ribelli usciti allo scoperto proprio il giorno delle nozze, di rovinare irrimediabilmente tali scatti... dovevano essere semplicemente perfette, cosi ben presto i fotografi chiamati a immortalare quei momenti si trovarono nella condizione di dover dimostrare maggiore abilità nel saper "ritoccare" le foto in post-produzione, piuttosto che nello scattarle, Ma non solo sposi,  ben presto questa "consuetudine" venne richiesta in ogni qual forma di cerimonia: comunioni, cresime, battesimi, lauree e chi più ne ha più ne metta, tutti volevano apparire perfetti in quel giorno gioioso, d'altronde erano loro i protagonisti e ne dovevano essere all'altezza.  Ma perchè fermarsi alle cerimonie? D'altra parte anche i personaggi "pubblici" e politici , famosi e non, dovevano ben apparire agli occhi di elettori e sostenitori, cosi ogni volantino, cartellone pubblicitario e brochure recante la loro immagine iniziò a passare sotto le mani esperte di questi moderni chirurghi digitali, ma si sa, alla vanità umana non c'è limite alcuno e oggi, anche la ragazzina adolescente della porta accanto, ha nel suo profilo pubblico di Facebook, foto "ritoccate" capaci di accrescere la sua autostima e ingrandire la sua lista amici.

Cera un tempo in cui le ragazze intorno al mese di maggio/giugno rinunciavano teneramente alla fetta di torta della domenica, perchè si avvicinava la prova costume, tempo in cui perfino gli esteti più esigenti si limitavano a sacrifici  fatti di rinunce culinare o ad ore e ore trascorse in palestra pur di raggiungere o mantenere un fisico bello e appariscente capace di ottenere il consenso generale. Ma c'erano dei limiti oltre i quali non era possibile andare, e diete e sport non  potevano nulla in quel senso... non erano abbastanza; d'altronde la perfezione in natura non esiste, e nemmeno la si può creare dal nulla, a meno che lo si faccia in un contesto tanto falso quanto irreale, che però viene venduto e spacciato come lo fosse, reale.

In tutto questo scenario esiste un "messaggio" che viene fatto volontariamente passare (o per lo meno non viene fatto volontariamente nulla per non farlo passare), tutto questo sbandieramento di falsa bellezza e perfezione in quantità industriale e inaudita abbondanza, non può far altro che fare sentire le persone sempre meno all'altezza sminuendo il loro reale valore, e minando la loro autostima, in quanto la differenza tra loro e il resto di quel mondo bello è perfetto è tale da farle sentire semplicemente... inadatti, sbagliati.

La ricerca a tutti i costi del raggiungimento di un valore tanto epidermico quanto illusorio è sbagliata a priori, soprattutto nel momento in cui  razionalmente è impossibile da raggiunge in quanto si tratti di una mera illusione, capace non di valorizzare l'individuo, bensì di sminuirlo al punto tale da nascondere le sue vere qualità, destinate altresì a rimanere nascoste, in un mondo dove, pare, si venga giudicati solo da chi ha solo occhi per guardare, ma è totalmente incapace di ascoltare.